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Il paradiso di Longola, l’inferno del Sarno

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Marco A. Giorgio Autore:Marco Antonio Giorgio.
Email:Ottavianesi@gmail.com

Da ragazzini ci insegnavano che il Nilo nello straripare fertilizzava tutte le terre circostanti con il suo limo. Da grande impari che il Sarno nei suoi straripamenti avvelena con le sue acque tutte le terre circostanti. Sabato scorso siamo andati a filmare e fotografare il sito archeologico di Longola, a Poggiomarino, pochi chilometri da Ottaviano. Di nuovo il paradiso e di nuovo l’inferno. Questa è sembra essere la dicotomia dannazione dei nostri luoghi.

Da una parte un sito archeologico risalente alla preistoria; un villaggio abitato da uomini primitivi con le loro canoe, le palafitte, punte di lancia, attrezzi di vita quotidiana che, come gran parte dei nostri tesori, è abbandonato a se stesso. Erbacce dappertutto. Acque che hanno ormai preso il sopravvento allagando ogni cosa.

E li, appena aldilà della recinzione, ecco un canale proveniente dai regi lagni che immette liquami nell’adiacente fiume Sarno. Bisogna turarsi il naso tanto è forte il fetore. Immancabile la piccola discarica di bottiglie, copertoni, plastica di ogni genere. E sempre li, degradanti fin sul greto del fiume, campi coltivati con verdure, finocchi, cipolle, broccoli.

Il paradiso e l’inferno; sempre uno affianco all’altro. Un contadino ci ha raccontato che appena 40 anni fa il fiume era pieno di vita; si pescava, le sue acque si bevevano, nelle sue acque ci si bagnava. Oggi come potete vedere dai filmati non c’è vita; il fondo è ricoperto da un limo biancastro e una ovatta volteggia a mo di meduse. L’inizio della fine coincide con i primi insediamenti industriali; industrie di trasformazione del pomodoro e di stampaggio di lamiere.

Il nostro contadino ci racconta che a valle delle nascenti industrie il fiume iniziava a morire. La puzza? “A quest’ora è un profumo. Dovete venire la mattina presto quando è veramente insopportabile e l’acqua assume i colori più strani” probabilmente a causa di scarichi abusivi.

Non fanno più manutenzione al fiume perché il fondo è pieno di fanghi tossici e non sanno dove buttarli e quando piove il fiume esonda inondando tutte le coltivazioni e le serre circostanti. Che inferno. Qui la falda è a pochi centimetri e tutti utilizzano l’acqua dei pozzi per annaffiare alberi da frutta e verdure che arriveranno sulla nostra tavola. Chissà perché nelle nostre zone c’è una incidenza di forme tumorali nettamente al di sopra della media nazionale.

Potrebbe essere il paradiso; un parco archeologico visitabile in barca, un fiume navigabile sul quale fare escursioni, gare in canoa, aree picnic. Il tutto a pochi passi dal Vesuvio, dalle ville romane di Ottaviano e della cava Ranieri.

Invece è il peggiore degli inferni; Dante non è riuscito ad immaginarlo. E vogliano anche mettere un’altra discarica nel parco del Vesuvio?

Short URL: http://www.ottavianesi.info/?p=1145

Scritto da Marco A. Giorgio il 11 ott 2010. Archiviato alla voce Ambiente e Rifiuti, New, Turismo, Video. Puoi seguire i commenti attraverso RSS 2.0. Lascia un commento su questo articolo

6 Commenti for “Il paradiso di Longola, l’inferno del Sarno”

  1. Barbato Gennaro

    Il parco Archeologico Naturalistico Entroterra Vesuviano e’ sempre piu’ una realta’, la gente inizia a ragionare, questo si che e’ un ottimo risultato.Con questa crisi economica gravissima bisogna svestire i falsi profeti e i venditori di fumo,loro si sono arricchiti e migliaia di persone non mangiano neppure,Se avete altri casi da segnalarci come Terzigno o Longola non esitate a chiamarci, anzi il mio numero tel.3358059592,ora bisogna reagire……………STOP AD ALLARGARE DISCARICA SARI,NO ALLA CAVA VITIELLO.

  2. Per fortuna che si siete voi, chi si immaginava tutto questo a Poggiomarino.Il diavolo e l’acqua santa.Bisogna pubblicizzarlo meglio questo luogo.

  3. Barbato Gennaro

    Grazie Sandro, bravo Marco 1) A longola i motori hanno ripreso a funzionare,gli isolotti sono di nuovo visibili e gli esami sul legno in Germania hanno confermato i 4.000 anni, in piu’ a dicembre si effettueranno altri saggi e ci saremo anche noi. Nel fiume Sarno stanno effettuando lavori di pulizia. 2) Per domenica 7 novembre il presidente dell’associazione ARCHEO di Terzigno Italo Picciau ci ha invitati a visitare il complesso di ville nella Cava Ranieri con un percorso guidato.3)Un grande in bocca al lupo all’amico Alberto Capasso che ieri e stato eletto all’unanimita’ fiduciario dell’associazione slow food vesuvio con la presenza di tante personalita’, anche se parlando della discarica di TERZIGNO si sono infuocati gli animi,in attesa di un documeno unitario per dire no alla discarica…..IL PARCO ARCHEO NATURALISTICO ENTROTERRA VESUVIANO e’ sempre piu’ una realta’.

  4. Villaggio Preistorico di Longola

    Bellissima manifestazione quella organizzata domenica scorsa dall’associazione Terramare 3000 nel sito archeologico di Longola,addirittura turisti stranieri, grazie anche all’articolo pubblicato su “il Mattino” dal ” Mitico” giornalista Francesco Gravetti , dico Mitico non soltanto perche’ e’ un’ottima penna ,soprattutto perche’ dall’inferno di questi luoghi sta facendo conoscere al mondo anche l’incredibile patrimonio archeologico e naturalistico che ci circonda.Anche se una cosa mi risulta strana, invece di continuare a scavare nel sito per portare alla luce altri isolotti ne hanno atterrati alcuni.Spero che qualcuno competente mi dia una spiegazione logica.

  5. Villaggio Preistorico di Longola

    Gennaro Barbato

  6. Gennaro Barbato

    Da domani alle ore 8:30 mostra fotografica permanente (in attesa del Ministro ai Beni Culturali) presso l’ingresso del sito Archeologico di Longola (Poggiomarino).Siete tutti invitati.

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