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Il Sarno tra paradiso e inferno

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Marco A. Giorgio Autore:Marco Antonio Giorgio.
Email:Ottavianesi@gmail.com

Prosegue il nostro viaggio tra il paradiso e l’inferno. Niente purgatorio. Noi vesuviani sembriamo non concepire le mezze misure. Bellezza e orrore, armonia e conflitto, vita e morte, passione e indifferenza. Forse siamo simili al nostro Vesuvio; quieto e dispensatore di vita e tuttavia capace di procurare inenarrabili sofferenze.

Questa volta siamo andati a Sarno, ad una manciata di chilometri da Ottaviano, una cittadina che potrebbe essere una delle soste di un meraviglioso percorso turistico; qualcosa che suoni come “Il sentiero degli dei”.  Ci siamo andati per capire, dopo aver visto il fiume Sarno e l’adiacente villaggio preistorico di Longola (Clicca qui), chi o cosa avesse ridotto questa fonte di vita a veicolo di veleni di ogni sorta conditi da effluvi mefistofelici.

Scarichi nel fiume Sarno
Scarichi nel fiume Sarno

E scopriamo che a Sarno c’è un anfiteatro romano risalente al quarto secolo avanti Cristo del quale solo una piccola parte è stata portata alla luce. Un opera d’arte, assediata da rifiuti di ogni genere come è possibile vedere dalle nostre riprese (Clicca qui), che si trova ad una manciata di metri da una delle sorgenti del fiume.

E scopriamo un centro storico ben conservato e attraversato da tanti canali che convogliano le limpide acque delle sorgenti. Acque piene di vita; vegetale e animale; papiri rigogliosi, trote, cigni. Acque un tempo utilizzate anche per dare energia pulita alla “Filanda Privilegiata di Lino e Canapa di D’Andrea” un opificio fatto edificare nel primo 800 dalla Società Industriale Partenopea, un gruppo di imprenditori esponenti della borghesia borbonica tra cui spiccava Luigi de’Medici. Una fabbrica che è arrivata ad avere fino a 1.500 dipendenti (avete letto bene 1.500 e immaginate l’indotto) e perfettamente integrata con le attività agricole.

Poi è arrivato Garibaldi… ma questa è un’altra storia (leggete Terroni di Pino Aprile- Clicca qui).

Sembra di essere in Svizzera o in Belgio, a Bruges, ma bastano pochi metri, forse meno di cinquecento ed ecco i primi scarichi fognari che si riversano nel letto del fiume appena nato. Inizia l’inferno. Seguiamo il corso del fiume ed ecco altri due scarichi provenienti dalla stazione ferroviaria; altro veleno iniettato. Di fronte, i resti di un depuratore costruito negli anni cinquanta; immancabile monumento allo spreco, tutt’attorno campi rigogliosi. Poche centinaia di metri più a valle e il fiume è ormai una fogna, nero e puzzolente. Il colpo di grazia è inferto dall’affluente proveniente da Pagani, con le sue concerie e le fabbriche conserviere. Ormai è inferno inoltrato. Non solo non ha vita, ma toglie vita. I contadini sono costretti a captare l’acqua da pozzi in profondità; quella del fiume avvelenerebbe tutto. Sullo sfondo il Vesuvio con la sua maestosa sagoma a dominare tutto questo: inferno e paradiso.

Ma un giorno, ne sono convinto, ci sveglieremo circondati da frotte di turisti partiti da Napoli per rivivere “Il sentiero degli dei”. Dalle terme di Pollena alla villa romana di Somma Vesuviana, dalle ville rustiche ottavianesi al villaggio preistorico di Longola, dalle sorgenti del Sarno al mare di Castellamare in canoa, dalla cava Ranieri con le sue testimonianze romane alla Carcava. E ogni sosta impreziosita con le prelibatezze della nostra terra; Lacryma Cristi, Piedirosso, baccalà, friarielli, albicocche, etc.

Se esiste l’inferno di questi giorni fatto di veleni, immondizia, camorra, abbandono, deve esistere anche il suo opposto. Abbiamo il dovere di crederci.

I Nostri video:

Short URL: http://www.ottavianesi.info/?p=1170

Scritto da Marco A. Giorgio il 9 nov 2010. Archiviato alla voce Ambiente e Rifiuti, New, Scuola, Sinistra Democratica, Video. Puoi seguire i commenti attraverso RSS 2.0. Lascia un commento su questo articolo

5 Commenti for “Il Sarno tra paradiso e inferno”

  1. Barbato Gennaro

    Sono gli stessi abitanti di Sarno, i primi , a distruggere il fiume,una soluzione semplice ed efficace esiste,mi piacerebbe vederla subito in pratica,TAPPARE ogni canale che sversa nel fiume con il cemento a presa rapida,chiunque cittadino si lamenta alle autorita’,multe che vanno da 30.000 a 100.000 € (legge in vigore), quindi, provvedere immediatamente alla realizzazione di vasche biologiche, ecc. ecc ..I peggiori cittadini, secondo me,sono proprio gli amministrari,vuoi vedere che sono proprio loro i primi ad inquinare il fiume?Comitati ed associazioni preparatevi.Il TERRITORIO E LA SALUTE NON HANNO PREZZO.

  2. Ci lamentiamo dei nostri amministratori che sono i peggiori del vesuviano,avete scovato chi ci batte.Viva Bassolino,forza Mimi’.I che munnezza.

  3. Ottimo lavoro quello svolto finora, copiano addirittura i vostri lavori,(youtube discarica di terzigno eccome come funziona).Speriamo bene…………….e buon prosieguo e non pensate la politica.

  4. Bacino del Sarno

    Anche Ottaviano fa parte del bacino del Sarno.A proposito, qual’è la funzione di questo Bacino? fottersi solo i soldi?

  5. Barbato Gennaro

    Acqua pubblica o privata? Ma che sherziamo! di questo passo, tra non molto, ci ritroveremo un’altro quesito, aria pubblica o privata?Iniziamo a tagliare gli stipendi degli statali fissando un tetto massimo di 4000 € (compreso i palamentari)e aboliamo il vitalizio, poi ……………………….

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